Società di Storia Patria per la Puglia

 

Biblioteca

 

 

Dalla Commissione provinciale di Archeologia e Storia Patria alla Società di Storia Patria per la Puglia

 

Il 16 novembre del 1871, il Consiglio Provinciale di Bari, in un'adunanza presieduta dal conte Giulio Frisari, in seguito senatore del Regno, e su proposta del consigliere barone Ottavio Serena di Altamura, proponeva la costituzione di una Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria con l'obiettivo di promuovere la cultura locale e renderla fruibile sotto il patrocinio della Provincia di Bari. Passarono tuttavia alcuni anni prima che la proposta trovasse attuazione.

Nella tornata del 16 agosto 1875, il consigliere Raffaele De Cesare e Giuseppe Laudisi prendevano la parola sulla istituzione del Museo e sull'opera che la Commissione di Archeologia e Storia Patria doveva svolgere e, il 5 ottobre 1875, la Commissione fu effettivamente insediata. La presidenza onoraria fu affidata al Senatore Fiorelli e quella effettiva all'Abate cassinese e paleologo Simplicio Pappaletere. Tra gli illustri storici di tutta l'Italia (un elenco di ben 49 nomi), chiamati a far parte della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria, figuravano Cesare Cantù, Federico Sclopis, Scipione Volpicella, Francesco De Blasiis, Bartolomeo Capasso. Ma, nonostante l'impegno da parte dell'abate Pappalettere, tutto rimase nel campo delle aspirazioni.

Nel 1882, entrava a far parte del Consiglio Provinciale un giovane studioso di archeologia, di storia e di paletnologia, Antonio Jatta di Ruvo di Puglia, che riportava la questione dell'istituzione del Museo e degli studi di Storia Patria, ed inoltre proponeva di nominare il Consiglio amministrativo dell'apposita Commissione, destinando alcune grandi sale nel palazzo dell'Ateneo a sede di essa e del Museo.

Il primo Consiglio della Commissione (1882-86) era composto da Michele Mirenghi, uno dei maggiori avvocati di Terra di Bari, che legò la sua opera d'allora in poi alla istituzione del Museo; dal generale Gaetano Perotti, padre del poeta e scrittore Armando; dal sacerdote prof. Giambattista Nitto de Rossi dell'Istituto tecnico di Bari, dall'insigne storico Giovanni Beltrani di Trani e da Antonio Jatta. In seguito entrarono a far parte della Commissione Ottavio Serena e lo storico di Bari Giulio Petroni.

La prima idea di stampare il Codice Diplomatico Barese si fa risalire al programma, esposto da Giovanni Beltrani, il 23 febbraio del 1885, di promuovere un'istituzione che si dedicasse allo studio e alla pubblicazione dei documenti antichi che, iniziando dalle carte della Cattedrale di Bari e della Basilica di San Nicola, avrebbe poi dovuto raccogliere le carte di Terlizzi, di Corato, di Trani e di altri comuni della Provincia. La via da seguire con la pubblicazione del Codice Diplomatico Barese era quella indicata da Mons. Domenico Morea che, nel 1892, aveva dato alle stampe il primo volume del suo Chartularium Cupersanense, contenente la trascrizione delle pergamene tratte dall'archivio della storica Abazia di San Benedetto di Conversano. Purtroppo la morte improvvisa del Mirenghi comportò una sospensione del lavoro della Commissione di Archeologia e Storia Patria. Il nuovo Presidente della Commissione, l'avvocato Giandomenico Petroni, già sindaco di Bari e deputato al Parlamento, nell'impossibilità di raggiungere risultati concreti, rassegnò le proprie dimissioni. Interinalmente la presidenza veniva affidata al Generale Gaetano Perotti e poi al prof. Nitto de Rossi. Ma il Museo restava temporaneamente chiuso e la pubblicazione del Codice Diplomatico Barese differita.

Un gruppo di studiosi tra cui Giuseppe Laudisi, Luigi Sylos, Sabino Fiorese, Andrea Gabrieli, Giuseppe de Ninno, Giuseppe Maselli-Campagna, Francesco Colavecchio, il 14 gennaio 1894, reagì a questa situazione, promuovendo un movimento a favore della costituzione di una Società di Studi storici pugliesi. Durante la prima riunione del Consiglio della neocostituita Società di Studi Storici per la Puglia, tenutasi il 15 aprile 1894, si precisava la volontà di non interferire con l'attività della Commissione Archeologica e di Storia Patria, di cui molti membri facevano parte, e di dare alla nuova Società un organo rappresentativo che raccogliesse studi e ricerche dei soci relativi a periodi di notevole interesse della storia locale. Vennero così pubblicati quattro fascicoli di un periodico culturale diretto dall'ing. Luigi Sylos, l' « Archivio Storico Pugliese » , che ebbe tuttavia vita breve a causa delle idee incompatibili sugli argomenti da trattare e sul come trattarli. Nel 1896, quindi, la Società di Studi storici per la Puglia si scioglieva, confluendo nella Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria. Quest'ultima, intanto, nel 1894, aveva affidato la pubblicazione delle carte della Cattedrale di Bari e della Basilica nicolaiana al sacerdote prof. Francesco Nitti di Vito, canonico di san Nicola, che, l'anno seguente esponeva alla Commissione il piano dell'opera. Nel frattempo la presidenza della Commissione era passata di nuovo all'onorevole Giandomenico Petroni, cultore di diritto romano, legatissimo sopratutto alle memorie giuridiche della città di Bari.

Nel maggio del 1897, veniva pubblicato il I volume del Codice Diplomatico Barese, Le pergamene del Duomo di Bari (952-1264) con la riproduzione in appendice dell' Exultet figurato del secolo XII , la prefazione era del prof. Nitto de Rossi, la trascrizione e l'illustrazione delle pergamene del prof. Nitto de Rossi. Esso ebbe grande accoglienza e ben presto veniva predisposta la pubblicazione del II volume: Le pergamene del Duomo di Bari (1266-1309) , in Appendice: Le pergamene di Giovinazzo, Canosa e Putignano sino al 1226 , di G.B.Nitto de Rossi e F.Nitti, e del III volume: Le pergamene della cattedrale di Terlizzi (971-1300) di F.Carabellese. Intanto Presidente della Commissione, essendo stato l'onorevole Giandomenico Petroni nominato a presiedere la Biblioteca Consorziale Sagarriga-Visconti, diventava il prof. Nitto de Rossi, che dava l'avvio a questa importante serie di pubblicazioni.

Con la presidenza di Antonio Jatta, eletto il 27 maggio 1898, la Commissione intensificava i suoi programmi e le sue realizzazioni ed il Museo si arricchiva di varie raccolte. Collaboratori della Commissione erano i maggiori studiosi della Provincia, da Francesco Carabellese a Raffaele De Cesare, ad Eustacchio Rogadeo, a Giuseppe Ceci, a Riccardo Ottavio Spagnoletti, all'on. Vito Nicola de Nicolò.

Francesco Carabellese fu forse il primo ad intuire ciò che con la pubblicazione del Chartularium Cupersanense e del Codice Diplomatico Barese stava avvenendo nel campo degli studi storici di Puglia: con le raccolte documentarie, che venivano alla luce, si penetrava nel cuore della storia locale. I documenti che finalmente erano consultati ed erano trascritti rivelavano aspetti nuovi e insospettati della vita che si viveva a Bari ed in Puglia nei secoli di prosperità economica, grazie soprattutto all'intensità dei commerci.

Nel marzo 1899, il Presidente della Commissione di Archeologia e Storia Patria, Antonio Jatta, proponeva al Consiglio Provinciale una nuova serie di pubblicazioni, a lato del Codice Diplomatico Barese: la raccolta Documenti e Monografie. Essa ebbe inizio con tre volumi: Cronache dei fatti del 1799 di Gian Carlo Berarducci e Vitangelo Bisceglia; Storia della successione degli Sforzeschi negli Stati di Puglia e Calabria di Ludovico Pepe; La Puglia nel secolo XV di Francesco Carabellese. Ad essi seguirono il volume Il libro Rosso della città di Monopoli di Francesco Muciaccia, Le consuetudini della città di Bari di Teodoro Massa; Le stazioni preistoriche di Molfetta. Relazione sugli scavi eseguiti nel 1901 di Massimiliano Mayer, che fu il primo direttore del nostro Museo. Contemporaneamente, nella serie del Codice Diplomatico Barese, venivano pubblicate Le pergamene di S.Nicola di Bari. Periodo greco (939-1071); Le pergamene di S.Nicola di Bari. Periodo normanno (1075-1194); Le pergamene di S.Nicola di Bari. Periodo svevo (1195-1266) , tutte di Francesco Nitti. Nella collana Documenti e Monografie uscirono via via L'Apulia e il suo Comune nell'Alto Medio Evo di Francesco Carabellese; La Puglia nel secolo XV, II parte, di Francesco Carabellese; La coppa tarantina di argento dorato del Museo Provinciale di Bari di Massimiliano Mayer; Carlo D'Angiò nei rapporti politici e commerciali con Venezia e l'Oriente di Francesco Carabellese.

Alla morte di Antonio Jatta, nel 1912, la presidenza della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria passava, fino al 1923, all'avv. Vito Faenza. Gli succedeva l'illustre studioso nativo di Andria, Giuseppe Ceci, il quale vi rimase sino al 1927. Durante questo periodo, dal 1910 al 1927, vennero pubblicate altre opere della collana Documenti e Monografie: La Puglia preistorica. Contributo alla storia dell'incivilimento nell'Italia meridionale di Antonio Jatta; il volume, I « dolmen » e l'età del bronzo nelle Puglie e, in un secondo tempo, Bronzi arcaici e ceramica geometrica del Museo di Bari di Michele Gervasio, successore del Mayer alla direzione del Museo. In occasione della celebrazione del centenario del borgo nuovo di Bari, nel 1913, la Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria pubblicò i due volumi di Saverio La Sorsa su La vita di Bari nel secolo XIX.

Vi fu, a questo punto, una sosta nel lavoro svolto dalla Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria e il Presidente, Giuseppe Ceci, rassegnò le sue dimissioni. Al suo posto veniva eletto Michele Viterbo, nominato, nel 1927, Commissario unico per l'Amministrazione Provinciale di Bari e, nel 1929, Preside della Provincia. Il nuovo Presidente si propose di allargare all'intera Puglia i compiti della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria anche perchè molte delle pubblicazioni da essa curate riguardavano l'intera regione e non la sola provincia di Bari. Inoltre altre città pugliesi si stavano dedicando agli studi storici: Lecce pubblicava la « Collana di opere scelte, edite ed inedite, di scrittori salentini » e la « Rivista storica salentina » (più tardi avrebbe pubblicato « Rinascenza salentina » ); il comune di Foggia curava la « Raccolta di studi foggiani » ; Taranto aveva il bollettino comunale « Taras » ; Manduria pubblicava la rivista « Apulia » . Il 28 febbraio 1930, quindi, fu approvato il regolamento della nuova Commissione a carattere regionale: oltre le Provincie, i maggiori comuni di Puglia sarebbero stati interessati alla sua vita e al suo funzionamento.

L'ordinamento regionale stava per concretarsi quando, nel gennaio 1931, per ragioni di carattere politico, Michele Viterbo rassegnò le sue dimissioni da Preside della Provincia e da tutte le cariche ad essa connesse, tra cui la presidenza della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria. Negli anni della sua presidenza, dal 1928 al 1931, la Commissione di Archeologia e Storia Patria aveva ripreso pienamente la sua attività ed aveva pubblicato nella collana del Codice Diplomatico Barese Le pergamene di Barletta nel R. Archivio di Napoli di Riccardo Filangieri; il Codice Diplomatico aragonese: Alfonso I di Eustachio Rogadeo; inoltre era iniziata la pubblicazione dei volumi di Antonio Lucarelli su La Puglia nel Risorgimento .

Nel 1929, prendeva il via la pubblicazione della rivista « Iapigia » , diretta dal prof. Leonardo D'Addabbo, con ampio respiro regionale e meridionale. Essa prendeva il posto, ma con più spiccato carattere scientifico, della « Rassegna Pugliese » , esauritasi con la morte di Giovanni Beltrani.

Nell'ottobre 1931, l'avv. De Palma, succeduto nella presidenza dell'Amministrazione Provinciale, rinunziò all'ordinamento regionale e ritornò a quello provinciale. La Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria fu, quindi, ricostituita sotto la presidenza dell'on. avv. Raffaele Cotugno e rimase in vita fino al 1935. Dopo tale data la Commissione, ormai autonoma rispetto al Museo, seguì le nuove leggi nazionali: il 20 giugno 1935, infatti, furono istituite le Regie Deputazioni di Storia Patria in quindici regioni italiane, tra cui la Puglia.

La creazione della Deputazione pugliese s'inquadra nell'ambito del coordinamento di tutti gli studi storici nazionali, voluto ed attuato dal Ministro dell'Educazione Nazionale, nonchè Presidente della Giunta Centrale degli studi Storici, De Vecchi di Val Cismon, allo scopo di dare un indirizzo unitario ed una gerarchia a fronte dell'eccessivo individualismo dei centri provinciali e cittadini in tema di ricerca storia. La Regia Deputazione di Storia Patria andava così a sostituire la vecchia Commissione Provinciale. Dietro suggerimento della Giunta Centrale per gli Studi Storici, il prefetto della Provincia di Bari con decreto 14 marzo 1935 n. 680 scioglieva il consiglio direttivo della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria e nominava Commissario della Regia Deputazione di Storia Patria per le Puglie Gennaro Maria Monti, professore di Storia di Storia del diritto Italiano e preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari, uno dei maggiori esponenti della storiografia italiana nel periodo fra le due guerre. Nella riforma attuata dal De Vecchi di Val Cismon era prevista anche la creazione di sezioni locali nei capoluoghi di provincia. Le sezioni pugliesi furono da subito istituite in base al D.M. del 27 settembre 1935: Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto a cui si aggiunse, unica eccezione, anche Barletta per via della presenza, in questo centro, dell'antica istituzione culturale la Società degli Amici e della Storia e dell'Arte Barlettana. Un successivo D.M. del 26 novembre assegnava alla Regia Deputazione di Storia Patria per le Puglie trentacinque seggi di deputati e settanta di corrispondenti e, con regio decreto, venivano creati da subito deputati Raffaele Cotugno, Leonardo D'Addabbo, Vincenzo Ricchioni e Gennaro Maria Monti per costituire un primo consiglio direttivo.

La Deputazione pugliese ereditava tutto il patrimonio umano ed editoriale della Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria. Il 9 agosto 1935, con decreto regio, il prof. Gennaro Maria Monti diventava Presidente dell'appena costituita Regia Deputazione di Storia patria per le Puglie. Subito dopo la sua nomina, il Monti sviluppò un programma che prevedeva la pubblicazione delle fonti medioevali documentarie più notevoli della Puglia, come le pergamene di S.Nicola di Bari e dell'Archivio capitolare di Troia, quelle della Biblioteca Sagarriga Visconti di Bari e della Comunale di Barletta. La sede rimaneva condivisa con il Museo archeologico, con la conseguente mancanza di spazi per realizzare una biblioteca autonoma e poter svolgere lo studio dei documenti. La Puglia, era ancora priva di una rivista di storia regionale, dal momento che, alla fine dell'Ottocento, un primo tentativo di istituire un tale organo era fallito dopo appena tre anni. Anche i periodici di cultura generale, ma con un netto spazio agli studi storici, vale a dire la «Rassegna pugliese di storia, lettere ed arti » (I-XXVIII 1884-1913), fondata e diretta dall'editore Valdemaro Vecchi, ed « Apulia. Rivista di filologia, storia, arte e scienze economico-sociali della regione » (I-IV 1910-1913), furono sospesi con lo scoppio della prima guerra mondiale. Per iniziativa del Monti, nel 1930, fu fondato , stabilendo accordi con la rivista archeologica « Iapigia », un periodico scientifico annuale (del quale fin dal 1933 fu membro del comitato di redazione Michelangelo Schipa) . La collaboraz ione durò dieci anni, dal 1936 al 1946, ultimo anno di vita della rivista. A questa iniziativa si aggiunse, due anni dopo, la nascita della rivista « Rinascenza salentina » . Mentre gli studi pubblicati in « Iapigia » riguardavano la Terra di Bari e la Capitanata, « Rinascenza salentina » , della quale fin dal 1936 il Monti fu co-direttore responsabile insieme con Nicola Vacca, si concentrò sulla Terra d'Otranto.

Nel 1943, nel pieno della sua attività di storico, il prof. Gennaro Maria Monti veniva a mancare. A lui succedeva, in base ad una determinazione adottata il 30 gennaio 1944 dal Sottosegretario dell'Educazione Nazionale, il prof. Giuseppe Petraglione, studioso ed educatore nativo di Lecce, che guidò la Deputazione in uno dei periodi più drammatici della sua esistenza, ma tutto si ridusse a questo e alla collaborazione con la rivista « Iapigia » , della quale era diventato direttore. Nonostante le ristrettezze in cui l'istituzione si dibatteva in quei momenti di grande difficiltà, il prof. Petraglione perseverò nel lavoro intrapreso.

Il decennio 1935-1945 fu un fiorire di studi storici in tutta la regione. Il Codice Diplomatico Barese si arricchì di nuovi volumi: Le carte di Altamura (1232-1502) di Angelantonio Giannuzzi; Le pergamene di S.Nicola: primo periodo angioino di Francesco Nitti; Le pergamene della Biblioteca Comunale di Barletta (1186-1507) di Giovanni Italo Cassandro ; Le pergamene del Duomo di Bari. Catalogo (1309-1819) di Francesco Nitti; Le pergamene di San Nicola di Bari. Periodo angioino: Roberto (1309-1343 ), il secondo volume del Chartularium Cupersanense di Domenico Morea, a cura di Francesco Muciaccia, Le pergamene di Conversano. Seguito al « Chartularium Cupersanense » del Morea. Nella collana Documenti e Monografie venivano pubblicati il lavoro di Quintino Quagliati, La Puglia preistorica e quelli di Gennaro Maria Monti, Nuovi studi angioini e Per la storia dei Borboni di Napoli e dei patrioti meridionali ; La toponomastica pugliese dalle origini alla fine del Medio Evo , di Giovanni Colella; il lavoro di Vincenzo Ricchioni La statistica del Reame di Napoli (1814) ; il volume di Mons. Francesco Nitti, La ripresa gregoriana di Bari e i suoi riflessi nel mondo contemporaneo politico e religioso ; l'opera postuma di Gennaro Maria Monti, Lo Stato Normanno Svevo e il volume di Nicola Vacca I rei di Stato salentini del 1799 . Il Presidente prof. Monti aveva dato vita al Codice Diplomatico Brindisino, a lato del Codice Diplomatico Barese, e ne aveva pubblicato, con una sua introduzione, il primo volume con la stampa dell'opera omonima di Annibale De Leo; e alla serie Documenti Vaticani relativi alla Puglia, di cui uscì il I volume di Mons. Domenico Vendola, vescovo di Lucera, Da Innocenzo III a Niccolò IV.

Alla morte del prof. Giuseppe Petraglione, nel 1947, assunse la gestione commissariale della Deputazione per tre anni, dal luglio 1947 al maggio 1950, il prof. Fausto Palumbo, grande storico del Medioevo.

Nel 1950, una svolta istituzionale di non poco conto comportò il mutamento del titolo da Deputazione di Storia Patria per le Puglie a Società di Storia Patria per la Puglia. Un cambiamento che andava ad inserirsi in tutta una serie di direttive volute dal Ministero del nuovo Stato repubblicano allo scopo di definire un nuovo assetto degli istituti culturali nazionali.

Nell'Assemblea generale della Deputazione, svoltasi il 28 maggio 1950, nell'Aula Magna dell'Università degli Studi, presenti le maggiori autorità di Bari, il prof. Pier Fausto Palumbo annunciava la costituzione della Società di Storia Patria per la Puglia che si sostituiva alla Deputazione di Storia Patria per le Puglie. Tracciava il programma della nuova Società e presentava all'Assemblea uno schema di statuto più adeguato ai nuovi tempi, che veniva subito approvato. Inoltre le riviste «Iapigia» di Bari, ferma al numero del 1946, e «Rinascenza Salentina», organo della Sezioni di Terra d'Otranto, ferma al 1943, cessavano le loro pubblicazioni per dar luogo all' « Archivio Storico Pugliese » , programmaticamente ricollegato all'omonimo periodico che la Società di Studi Storici pugliesi aveva pubblicato dal 1894 al 1896. L'intento del prof. Palumbo era non solo rianimare un sodalizio ormai in crisi, dati i mutamenti politici e culturali della Nazione, ma soprattutto incidere con costrutto in un ambiente culturale arretrato e gretto.

Eletto Presidente della nuova Società e affiancato da un Consiglio direttivo costituito dal prof. Francesco Maria de Robertis, dal prof. Antonio Lucarelli, dal prof. Michele Gervasio, dal prof. Beniamino D'Amato, dall'ing. Gennaro de Gemmis, dal prof. Francesco Babudri, dall'avv. Mario Simone e dal dott. Nicola Vacca, inaugurò, il prof. Pier Fausto Palumbo, grazie anche ai notevoli contributi finanziari che la Società di Storia Patria per la Puglia godeva in quegli anni non solo da parte degli enti locali baresi, ma anche da parte del Banco di Napoli e del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Provinciale di Bari che, nel 1953, raddoppiava il proprio contributo annuo, inaugurò la serie dei grandi congressi storici che, a partire dal 1951, iniziarono a tenersi in Puglia e videro la presenza dei più prestigiosi nomi della storiografia nazionale ed internazionale, da Carlo Battisti a Francesco Calasso, Walther Holtzmann, Emile G. Léonard, Antonio Marongiu, Leon-Robert Ménager, Carlo Guido Mor, Raffaello Morghen, Massimo Pallottino, Ettore Paratore, Piero Pieri, Gerhartd Rohlfs, Romualdo Trifone. Nel decennio 1951-1961 ne furono celebrati sette, articolati in due serie. La prima serie, dal 1951 al 1954, riguardò la storia della Puglia in genere e fu anche convegno nazionale della Società di Storia Patria; la seconda serie dei Congressi, dal 1957 al 1961, fu dedicata alla storia del Regno dalle origini all'unità. Durante il periodo della sua presidenza, nacquero quattro nuove collane: Premio Regionale di Studi storici con il lavoro di Francesco Babudri, La figura del rimatore barese Schiavo , e di Nicola Vacca, La ceramica salentina ; Musiche e musicisti pugliesi con il lavoro di Franco Casavola, Tommaso Traetta di Bitonto (1727-79) , e la stampa dell'opera del musicista settecentesco Leonardo Leo, Amor vuol sofferenza ; Quaderni dell'Archivio Storico Pugliese con i lavori di Antonio Lucarelli, I moti rivoluzionari del 1848 nelle province di Puglia , di Nicola Vacca, Bibliografia del Risorgimento Salentino 1949 , di Ercole Pennetta, L'azione delle Società economiche nella vita delle provincie pugliesi durante il regno borbonico , ed una raccolta di scritti, Per una storia delle relazioni tra le due sponde adriatiche , ad opera di autori vari; atti dei Congressi. Nella collana Documenti e Monografie, venivano pubblicati il IV volume di Antonio Lucarelli, La Puglia nel Risorgimento , il lavoro di Nino Tamassia, Studi sulla storia giuridica dell'Italia meridionale, e quello di Enrico Besta, Scritti di storia giuridica meridionale . Nella serie Codice Diplomatico Barese, veniva pubblicato il volume postumo di Mons. Francesco Nitti, Le pergamene di San Nicola di Bari. Periodo angioino: Giovanna I . Nel Codice Diplomatico Brindisino, il II volume di Annibale De Leo veniva pubblicato anni dopo a cura della prof.ssa M. Doria Pastore. La pubblicazione dell' « Archivio Storico Pugliese » arrivava al XVI numero. La biblioteca, ad opera del Generale Giovanni Magli, restituita alla sua vecchia sede nel Palazzo dell'Ateneo, otteneva una sistemazione e una schedatura. Inoltre l'iniziativa del Premio Petraglione per gli Studi storici valse a sostenere la ricerca di alcuni studiosi come Francesco Babudri, Dora Alba Musca e Nicola Vacca, nonchè la pubblicazione dei loro lavori.

Principale obiettivo del prof. Pier Fausto Palumbo era aprire la Società al dialogo con il territorio, ovvero gli archivi, le biblioteche e gli altri istituti culturali soprattutto con Province e Comuni. Rilanciava le Sezioni locali coinvolgendole nelle iniziative della sede centrale. Istituiva il Centro di Studi Salentini e il Circolo Numismatico Pugliese perchè la ricerca potesse avere più concrete prospettive di sviluppo sia sul piano territoriale, sia su quello delle specializzazioni culturali; attivava a Foggia e a Bari corsi divulgativi di cultura artistica e storica regionale riservati agli insegnanti elementari; progettò d'intesa con i frati domenicani di Bari una Scuola di carte meridionali per la formazione di paleografi e diplomatisti che avrebbero dovuto continuare nel Codice Diplomatico Barese l'edizione della pergamene pugliesi.

Durante la presidenza del prof. Palumbo le tensioni sorte con i docenti della Facoltà di Lettere della Università degli Studi di Bari a cui seguì, nel 1957, un'ulteriore crisi in rapporto al Congresso internazionale sull'età normanna, svoltosi nell'ottobre 1957 a Bari, Venosa e Andria, portarono, nonostante l'intervento, nel 1960, del Rettore Pasquale Del Prete, ad una lacerazione all'interno dello stesso Consiglio Direttivo.

Nel febbraio 1964, un decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nominava Commissario della Società di Storia Patria per la Puglia il prof. avv. Francesco Maria de Robertis, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari, che poi l'Assemblea dei soci, nel 1966, eleggeva Presidente. Il consiglio del 1966 era formato dal Generale Giovanni Magli, dal prof. Guiscardo Moschetti, dal dott. Nicola Vacca, dal prof. Mauro Spagnoletti, dal prof. Antonio Caterino Soprintendente bibliografico, dal prof. Matteo Fantasia Presidente della Amministrazione Provinciale, dal prof. Giovanni Masi, dal prof. Oronzo Parlangeli, dal prof. Tommaso Pedio, dal prof. Michele Viterbo. Il prof. De Robertis mantenne la presidenza fino al 2003.

Nel 1969, costituivano il Consiglio direttivo della Società i Vicepresidenti: gen. Giovanni Magli, prof. Michele Viterbo, dott. Nicola Vacca; Consiglieri: prof. Mauro Spagnoletti, prof. Tommaso Pedio, prof. Giovanni Masi, prof. Oronzo Parlangeli, prof. Antonio Caterino, prof. Matteo Fantasia, prof. Carlo Colella. Nel 1972, i Vicepresidenti: prof. Giovanni Masi, prof. Michele Viterbo, dott. Nicola Vacca; Consiglieri: prof. Mauro Spagnoletti, prof. Antonio Caterino, prof. Tommaso Pedio, prof. Carlo Colella, prof. Giosuè Musca, il dott. Michele Paone, il prof. Matteo Fantasia. Nel 1975, i Vicepresidenti: prof. Giuseppe Coniglio, prof. Pasquale Soccio, dott. Nicola Vacca; Consiglieri: prof. Mauro Spagnoletti, prof. Tommaso Pedio, prof. Giosuè Musca, dott. Michele Paone, dott. Rosario Jurlaro, prof. Carlo Colella e Matteo Fantasia. Nel 1978, i Vicepresidenti: prof. Giuseppe Coniglio, prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio; Consiglieri: prof. Mauro Spagnoletti, prof. Giosuè Musca, dott. Donato Palazzo, avv. Francesco Chieco, dott. Michele Paone, prof. Matteo Fantasia, dott. Rosario Jurlaro. Nel 1981, i Vicepresidenti: prof. Giuseppe Coniglio, prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio; Consiglieri: prof. Giosuè Musca, prof. Mauro Spagnoletti, dott. Rosario Jurlaro, prof. Matteo Fantasia, dott. Donato Palazzo, prof. Nicola Gigante. Nel 1984, i Vicepresidenti: prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio, prof. Nicola Gigante; Consiglieri: prof. Mauro Spagnoletti, dott. Rosario Jurlaro, dott. Donato Palazzo, prof. Matteo Fantasia, dott. Michele Paone, prof. Tommaso Nardella. Nel 1987, i Vicepresidenti prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio, prof. Nicola Gigante; i Consiglieri prof. Mauro Spagnoletti, prof. Matteo Fantasia, dott. Donato Palazzo, prof. Giosuè Musca, dott. Rosario Jurlaro, dott. Michele Paone, prof. Tommaso Nardella. Nel 1991, i Vicepresidenti: prof. Nicola Gigante, prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio; Consiglieri: prof. Giosuè Musca, prof. Matteo Fantasia, dott. Rosario Jurlaro, prof. Vitantonio Sirago, dott. Donato Palazzo, dott.Michele Paone, prof. Cosimo D'Angela,. Nel 1994, i Vicepresidenti: prof. Nicola Gigante, prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio; Consiglieri: prof. Cosimo D'Angela, dott. Michele Paone, prof. Matteo Fantasia, prof. Vitantonio Sirago, dott. Donato Palazzo, dott. Rosario Jurlaro, prof. Francesco Magistrale. Nel 1997, i Vicepresidenti: prof. Nicola Gigante, prof. Tommaso Pedio, prof. Pasquale Soccio; Consiglieri prof. Pasquale Corsi, dott. Rosario Jurlaro, prof. Giovangualberto Carducci, prof. Cosimo D'Angela, prof. Mario Spedicato, prof. Francesco Magistrale, prof. Vitantonio Sirago. Nel 2000, i Vicepresidenti prof. Pasquale Corsi, prof. Cosimo D'Angela, prof. Vitantonio Sirago; Consiglieri prof. Francesco Magistrale, dott. Rosario Jurlaro, prof. Giovangualberto Carducci, prof. Giuseppe Poli, prof. Mario Spedicato; prof.ssa Maria Basile, prof. Nicola Gigante.

Sotto la guida del Presidente Francesco Maria de Robertis e, fino al 1991, del segretario, prof. Mauro Spagnoletti, ebbe inizio una nuova stagione (1964-2003) per la Società di Storia Patria per la Puglia, che continuò ad operare seguendo le direttive culturali ed organizzative tracciate dal prof. Palumbo. Riallacciandosi alla tradizione di studi che ebbe avvio dal Nitto de Rossi, dal Nitti e dal Carbellese, furono presi accordi con la prof.ssa Jole Mazzoleni, direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli e paleografa di fama europea, perchè fosse ripresa sotto la sua guida la pubblicazione delle carte di S.Nicola e della Cattedrale di Bari. Nel 1971, fu pubblicato il XIX volume del Codice Diplomatico Barese (che qualche anno più tardi diventava Codice Diplomatico Pugliese), redatto da Riccardo Filangieri di Candida, Le pergamene di Barletta dell'Archivio di Stato di Napoli (1309-1672) . Frattanto erano stati pubblicati il II volume dei Documenti Vaticani relativi alla Puglia, di Mons. Domenico Vendola, e il I volume di una nuova collana, Indici, Lessici e Dizionari, Apuliae et Calabriae latinarum inscriptionum Lexicon, della prof.ssa Dora Alba Musca, mentre la pubblicazione dell' « Archivio Storico Pugliese » giungeva alla sua ventesima annata. Dal 1965 al 2003 la collana Documenti e Monografie si arricchiva dei lavori Terra d'Otranto fine Settecento inizi Ottocento di Nicola Vacca; Castellaneta e i suoi documenti dalla fine del secolo XIII alla metà del XIV di Enrico Mastrobuono; Scritti di storia giuridica dell'Italia Meridionale di Francesco Brandileone, a cura di Carlo Guido Mor; dei volumi di Giovanni Neglia, Il fenomeno delle Cinte di “Specchie” nella penisola salentina ; di Giovanni Alvisi La viabilità romana della Daunia ; di Leonardo S antoro, La spedizione di Lautrec nel Regno di Napoli; di Giuseppe Coniglio, Visitatori del Viceregno di Napoli; di Antonio Marongiu, Matrimonio e famiglia nell'Italia meridionale (secoli VIII-XIII); dei due volumi di Benigno Perrone su I Frati minori di Puglia della Serafica Riforma di S.Nicolò (1590-1835) ; La comunità neolitica di Cala Colombo presso Torre a Mare (Bari) di AA.VV.; Castellaneta dalla metà del secolo XIV all'inizio del XVI e il Principato di Taranto di Enrico Mastrobuono; Norba e i centri antichi nel territorio di Conversano di Vito L'Abbate; Receuil des actes des ducs normands d'Italie (1046-1127), I: Les premiers ducs (1046-1087) di Léon Robert Ménager; due volumi di Benigno Perrone su Storia della Serafica Riforma di S.Nicolò di Puglia. Saggio sulle correnti religiose, culturali e artistiche nell'estremo Mezzogiorno (1590-1835) ; Notariato e documentazione in Terra di Bari. Ricerche su forme, rogatari, credibilità dei documenti latini nei secoli IX-XI di Francesco Magistrale; Federico II di Svevia nel mito e nella realtà. Notazioni critiche e ricostruttive sulla figura e l'opera – spesso tutt'altro che esaltanti- del maggior dinasta dell'Occidente , di Francesco Maria de Robertis; Puglia antica di Vitantonio Sirago. Dal 1969, il prof. Tommaso Pedio dava inizio alla pubblicazione, conclusasi nel 1992, del Dizionario dei Patrioti Lucani. Artefici ed oppositori, nella collana Indici, Lessici e Dizionari. Nel 1972, nella collana Atti dei Congressi, furono pubblicati gli Atti del Congresso Internazionale di Studi sull'Età Aragonese, tenutosi nel 1968, e, nel 1977, gli Atti del Congresso Internazionale di Studi sull'Età del Viceregno, tenutosi nel 1972. Nasceva intanto una nuova collana: quella degli Atti dei Convegni, dedicata alla pubblicazione delle giornate tenutesi ad Oria in onore di Federico II di Svevia nel 1968, nel 1971, nel 1974, nel 1980, nel 1983, e ai Convegni dei Comuni Messapici Peuceti e Dauni, tenutisi a Brindisi nel 1969, a Manduria nel 1971, a Trinitapoli nel 1972, a Minervino nel 1972, a Lucera-Troia-Monte S.Angelo nel 1974, ad Altamura nel 1973, a Ruvo di Puglia nel 1974, a Mesagne nel 1976, ad Alezio nel 1981, ad Oria nel 1984. Della stessa collana fecero parte la Celebrazione del bicentenario della nascita di Emanuele De Deo , tenutasi a Minervino nel 1972; gli Atti del I Congresso di Diritto Marittimo, tenutosi a Trani nel 1980, gli Atti del Convegno Nazionale su « La presa di Gallipoli del 1484 ed i rapporti tra Venezia e Terra d'Otranto » , tenutosi a Gallipoli nel 1984, gli Atti del Convegno di studio su « Momenti di storia molfettese» tenutosi a Molfetta nel 1982; infine gli Atti del Convegno di Studi, tenutosi a Trinitapoli nel 2000.

Dal 1978 al 1998, nella collana Studi e Ricerche sono stati pubblicati gli Scritti demolinguistici , a cura di Autori vari della Sezione di Demologia e Dialettologia; Prezzi e salari in Terra di Bari di Lorenzo Palumbo; Antonio Bruno, medico e filosofo locorotondese di Luigi Russo; Aspetti di vita economica e sociale in Acquaviva delle Fonti nei secoli XVII-XIX di Lorenzo Palumbo; Torre di Castiglione, I: La campagna topografica del 1981 , a cura di Meluta Miroslav Marin; Muzio Sforza, poeta monopolitano tra rinascenza e controriforma (1541-1597) di Luigi Russo; Repertorio degli indovinelli dialettali pugliesi a cura di Luigi Sada; Dolmen e Sepolcri a tumulo nella Puglia centrale di Rodolfo Striccoli; La Capitanata nella storia del Mezzogiorno medievale di Jaen-Marie Martin e Ghislaine Noyé; La soppressione degli ordini monastici in Capitanata nel decennio francese (1806-1815) di Anna e Giuseppe Clemente; Chiese e potere politico. Terra di Bari nel decennio francese (1806-1815) di Pietro Di Biase; I conventi soppresssi in Terra d'Otranto nel decennio francese (1806-1815) di Oronzo Mazzotta; Relazioni e dibattiti sull'opera e la personalità di federico II di Svevia di AA.VV. La nuova collana Bibliografia e Fonti archivistiche ebbe inizio nel 1982 e pubblicò fino al 1989 i lavori di: Carl A.Willemsen, Bibliografia federiciana. Fonti e letteratura storica su Federico II e gli ultimi Svevi; Luigi Scarano, Regesto delle pergamene del capitolo metropolitano e della curia arcivescovile di Trani. Dai Longobardi agli Angioini (845-1435) ; Maria T.Tafuri di Melignano, Sessant'anni di tipografia in Bai (1801-1860) , parte I: Le edizioni di Bari (1811-1860) nelle biblioteche baresi ; Benigno F. Perrone, Chartularium della Serafica Riforma di S.Nicolò. Documenti inediti sulla presenza dei Frati minori cappuccini in Puglia e a Matera dal 1492 al 1893; Filippo Bernardi , I Frati minori cappuccini di Puglia e Basilicata (1530-1716 ); Claudia Falconieri , Regestario delle pergamene della Biblioteca Provincilae De Gemmis di Bari ; Michele Paone, Inventari dei Palazzi del principato di Francavilla (1735) ; Antonio D'Itollo, I più antichi documenti del Libro dei Privilegi dell'Università di Putignano (1107-34) ; Bernardino Frascolla , L'episcopato napoletano e Mancini ; Gaetano Valente, Le questioni giurisdizionali tra gli Arcipreti e i Vescovi di Giovinazzo. Documenti inediti (secc. XI-XV) ; Renata Orefice, Petizioni dei relevi. Repertorio e indice analitico per la Puglia e Basilicata (1510-1698) ; Giuseppe Dibenedetto, Guida dell'Archivio di Stato di Lecce . La pubblicazione della rivista « Archivio Storico Pugliese » arrivava al LVII numero; quella dei Quaderni dell' Archivio Storico Pugliese al XXXIV.

Il 29 settembre 2003 veniva a mancare il prof. Francesco Maria de Robertis, Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia fino al 25 maggio di quell'anno, quando l'Assemblea generale dei Soci volle suo successore Cosimo D'Angela, ordinario di Archeologia cristiana e medievale. Il nuovo consiglio direttivo era costituito dai Vicepresidenti: Francesco Magistrale, Pietro di Base, Giancarlo Vallone; dai Consiglieri: Pasquale Cordasco, Giovangualberto Carducci, Antonio de Robertis, Marina Mazzei, Rita Caforio, Vitantonio Vinci, Nicola Gigante.

Il programma di lavoro del nuovo Presidente ha avuto da subito l'obiettivo di riordinare le Sezioni locali, che rappresentano il perno su cui poggia la Società stessa, con la riattivazione di alcune di esse e la ricostituzione di altre, proponendo incontri periodici con i Presidenti sezionali. E' stato adottato un nuovo sistema di cooptazione dei soci e creata un'apposita Commissione che ha provveduto ad una revisione dello Statuto della Società che, in alcuni punti, presentava ormai i suoi limiti. Una Commissione, presieduta dallo stesso Presidente, è stata costituita per una più efficiente e corretta attività di controllo nel disbrigo delle pratiche riguardanti la toponomastica stradale; si è, inoltre, proceduto, al riordino di tutte le pratiche toponomastiche ad iniziare dal 1935, dando vita ad un archivio della Toponomastica della intera Regione pugliese. Nel 2004, hanno avuto inizio, per motivi di staticità, urgenti lavori di sistemazione della sede, soprattutto nelle sale attrezzate a biblioteca, rendendola pressoché inagibile fino al 2006. Ciò nonostante, nel 2005, si è tenuto, nell'Aula Magna dell'Ateneo barese, un incontro di studio di alto livello scientifico per la celebrazione del 70° anniversario della fondazione della Società di Storia Patria per la Puglia , di cui più tardi sono stati pubblicati gli atti, e ha continuato ad essere pubblicato regolarmente l ' « Archivio Storico Pugliese », con una nuova veste tipografica, mentre nella collana Documenti e Monografie, giunta al suo LVII numero, si pubblicava il II volume di archeologia di Cosimo D'Angela, e il lavoro di Cesare Colafemmina, Gli Ebrei a Taranto .

Rieletto Presidente della Società di Storia Patria, nel maggio 2005, il prof. Cosimo d'Angela è stato affiancato dai Vicepresidenti: Francesco Magistrale, Giancarlo Vallone, Pietro Di Biase, e dai Consiglieri: Giovangualberto Carducci, Pasquale Cordasco, Saverio Russo,Benedetto Vetere, Rita Caforio, Stella Calò Mariani, Pasquale Corsi. In questo triennio, dopo anni, sono stati riallacciati i rapporti con la Regione e gli Enti locali: la Società ha così ottenuto un considerevole contributo grazie a tre progetti presentati alla Regione-Assessorato al Mediterraneo. Grazie all'interessamento e al lavoro svolto dal prof. Giuseppe Colucci, è stato riattivato il Circolo Numismatico Pugliese, inaugurato nel novembre del 2007 con un Convegno di Studi sul 1° incontro di Numismatica, che ha visto la presenza di relatori pugliesi e nazionali. E' stato pubblicato puntualmente l' « Archivio Storico Pugliese » e, inoltre, il XIV volume della collana Studi e Ricerche di G.Carducci, A.Kiesewetter, G.Vallone, Studi sul Principato di Taranto in età orsiniana ; il XXXVI volume della collana Quaderni dell'Archivio Storico di A.Falco, Arcivescovato di Bari contro Priorato di San Nicola. Le fonti giurisdizionali della Secentesca controversia del ms. 1002 della Bibl. Nac. de Madrid ; il III volume del Codice Diplomatico Brindisino: A. De Leo, Codice Diplomatico Brindisino(1406-1499) a cura di A. Frascadore; il XIII volume della collana Fonti e Bibliografie archivistiche di N.Casucci-M.T.Spinazzola, Periodici nella Biblioteca Nazionale di Bari (1815-1950) ; il XXXVII numero dei Quaderni dell'Archivio storico Pugliese, Il Giornale degli scavi archeologici di Siponto, di R.Di Sabato. E' stato finalmente portato a termine il lavoro, iniziato dal prof.D'Angela a quell'epoca Consigliere, di una sistemazione definitiva dell'archivio della Società e dei fondi della Biblioteca, soprattutto nel settore delle riviste, che è tra i più cospicui delle Biblioteche dell'Italia Meridionale. Si è creato, inoltre, un archivio di tutti i Soci a partire dal 1935. Una vendita straordinaria delle pubblicazioni della Società, da tempo giacenti in magazzino, ha incontrato grande favore soprattutto da parte delle Biblioteche. Una nuova collana, Monumenta, è stata messa a disposizione di quei Soci, autori di meritevoli ricerche, che non hanno la possibilità di reperire finanziamenti necessari alla pubblicazione. In essa sono stati pubblicati il volume di R.Colizzi, La Terra di Bari al tempo dei Longobardi nelle pergamene del Codice Diplomatico Barese ; e quello di G.Carducci Il castello di Taranto (dalla ricostruzione aragonese alla fine del Cinquecento) . Il 28 aprile 2009, su iniziativa del Presidente, si è tenuta presso la sede centrale una riunione sulla Toponomastica stradale, a cui sono intervenuti i rappresentanti delle Prefetture di Foggia, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, e delle Soprintendenze di Bari e di Lecce a ciò preposti, al fine di adottare una più corretta procedura da seguire nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari nelle pratiche concernenti l'intitolazione di nuove strade e piazze pubbliche e il mutamento delle vecchie strade e piazze comunali.

Nel maggio 2009, l'Assemblea generale dei Soci ha rieletto Presidente Cosimo D'Angela. Il consiglio è composto dai Vicepresidenti: Giancarlo Vallone, Francesco Magistrale, Cristianziano Serricchio; Consiglieri: Giovangualberto Carducci, Rita Caforio, Pasquale Corsi, Pasquale Cordasco, Saverio Russo; Luigi Neglia, Stella Calò Mariani. Il Presidente tenendo conto delle esperienze maturate nel corso degli anni ha ritenuto necessario dare nuovo impulso alle cinque Sezioni Regionali: Sezione dei Comuni messapici, peuceti e dauni, Sezione per la dialettologia e la demologia, Sezione per la tutela dei centri storici urbani, Sezione per la preistoria e la protostoria, Sezione per la ricerca delle consuetudini giuridiche locali, ponendo alla loro guida soci competenti e seriamente motivati. E' stato ripristinato il Premio regionale di studi storici in intesa con la famiglia de’ Robertis, che ne ha sponsorizzato l'importo pecuniario, per onorare la memoria del prof. Francesco Maria de’ Robertis per lunghi anni Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia. Premio da assegnare annualmente ad un giovane meritevole che si sia distinto nella ricerca storica regionale. Puntualmente è stata pubblicata la rivista “ Archivio Storico Pugliese”, mentre, la collana Monumenta, creata nel 2009 grazie ad un finanziamento per un progetto presentato alla Regione Puglia, si è arricchita di due volumi: quello di Marianna Capozza, Le Carte di Francesco Nitti nel Fondo della Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” di Taranto e quello di Teresa De Francesco, Uomini e Istituzioni culturali in Terra di Bari fra XIX e XX secolo, che narra le vicende che portarono alla nascita del Museo Archeologico di Bari, della Deputazione Provinciale di Archeologia e della successiva Regia Deputazione di Storia Patria per le Puglie, seguendone la storia fino ai nostri giorni. Nel 2010, dopo quattordici anni, è stato finalmente pubblicato il XXXV volume del Codice Diplomatico Pugliese, Le Pergamene del Duomo di Bari (1835-1434), a cura di Corinna Drago Tedeschini. Inoltre, la rivista di archeologia pugliese, “Taras” da due anni di proprietà della Società di Storia Patria, ha pubblicato l’annata XXIV. Il Circolo numismatico pugliese ha pubblicato il I volume degli Atti del Convegno tenuto nel 2009, a cui sono seguiti, negli anni successivi, il II volume ed il III.

L’8 giugno 2012, l’Assemblea generale dei Soci rielegge Presidente il prof. Cosimo D’Angela. Il Consiglio direttivo è composto dai Vicepresidenti: prof. Pasquale Corsi per la Terra di Bari, dott.ssa Carolina Nardella per la Capitanata, prof. Hervé Cavallera per il Salento. Consiglieri: prof. Carlo Dell’Aquila, prof. Pasquale Cordasco, dott.ssa Rita Caforio, prof. Giuseppe Colucci, prof. Giovangualberto Carducci, prof. Luigi Neglia, dott. Domenico Urgesi. Nonostante le difficoltà di carattere economico che colpiscono l’intero Paese, la Società di Storia Patria pubblica il volume XXXVI del Codice Diplomatico Pugliese, Le pergamene di Ascoli Satriano conservate nella Biblioteca di Montevergine (994-1354), a cura di Teresa Colamarco; il volume LXV della rivista “Archivio Storico Pugliese”, dedicato alla memoria del vicepresidente Francesco Magistrale, gli Atti delle Giornate di Studio sull’Età Sveva, Città e campagna in Età Sveva, tenutesi a Oria nel 2008, a cura di Luigi Neglia; le annate XXVII-XXVIII della rivista archeologica “Taras”. La collana Bibliografia e Fonti Archivistiche si arricchisce di un nuovo volume (il XIV) con il lavoro di Cristiana Guarnieri , L’Archivio dell’Universitas civitatis Monopolis. Il Presidente del Circolo Numismatico Pugliese, Giuseppe Colucci, organizza il III Convegno di Numismatica. Il Premio Regionale Studi Storici in memoria del prof. Francesco M. de’ Robertis, finanziato dalla famiglia de’ Robertis ed in parte dalla Società, giunge alla sua III edizione. La Biblioteca della Società, nel corso dell’anno, viene frequentata da numerosi studiosi che hanno trovato soddisfacente il servizio ricevuto.

Nel 2013, vedono la luce il XXXVII volume del Codice Diplomatico Pugliese, a cura di Corinna Drago Tedeschini, Le pergamene dell’archivio diocesano di Gravina (secc. XI-XIV); il V volume della collana Monumenta, Puglia in Noir. Lingua, luoghi e generi della letteratura giallo-noir-thriller-mistery-pulp pugliese contemporanea, di Maria Carosella; Il XXXVIII volume dei Quaderni dell’Archivio Storico Pugliese, a cura di Maria Teresa Spinazzola e Nicolantonio Casucci, Soggetti e Indici dell’Archivio storico Pugliese 1978-1987. Nel giugno del 2013, viene affidata alla socia prof.ssa Dora Donofrio l’organizzazione, presso la sede centrale, del seminario sul bicentenario del Borgo Murattiano di Bari. Inoltre tra la Società di Storia Patria e la II Facoltà di Giurisprudenza, con sede a Taranto, Dipartimento per il Mediterraneo, è avviata una collaborazione per la pubblicazione del Codice Architiano, contenente il Libro Rosso della Città di Taranto. Il Premio Regionale per Studi Storici, in memoria del prof. Francesco M. de’ Robertis, giunge alla sua IV edizione. Puntualmente è pubblicato il volume LXVI della rivista “Archivio Storico Pugliese” e la rivista archeologica “Taras”, fascicoli XXIX-XXX. La Biblioteca della Società di Storia Patria entra a far parte della rete SBN. Nel 2014, si tiene, nella sede centrale, il Convegno sul bicentenario del borgo murattiano di Bari; la presentazione del V volume della collana Monumenta , Puglia in noir, della socia Maria Carosella, edito dalla Società; la V edizione del Premio Regionale per gli Studi Storici in memoria del prof. de’ Robertis. Ad Ascoli Satriano e a Gravina di Puglia vengono presentati i due ultimi volumi del Codice Diplomatico Pugliese (Le pergamene di Ascoli Satriano e Le pergamene dell’archivio diocesano di Gravina). Si pubblicano la rivista “Archivio Storico Pugliese” numero LXVII ; la rivista archeologica “Taras” fasc. XXXI (2012); gli atti del Convegno sui 150 anni dell’Unità d’Italia, organizzato dalla Sezione Garganica nel 2011; il vol. XXXVIII del Codice Diplomatico Pugliese, Libro Rosso di Taranto. Codice Architiano (1330-1604), a cura di R. Caprara, F. Nocco, M. Pepe, O.V. Sapio, frutto della collaborazione con il Dipartimento Jonico dei sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo della II Facoltà di Giurisprudenza (sede di Taranto) dell’Università di Bari, grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia; gli atti del Convegno di studio per il bicentenario murattiano (Bari, 25 giugno 2013), nella collana dei Convegni n. XXV, Gioacchino Murat e la nuova città di Bari, a cura di Dora Donofrio Del Vecchio; gli atti del Convegno internazionale di studio per il IX centenario della morte di Boemondo I di Altavilla (Canosa di Puglia, 5-6-7 maggio 2011), “Unde boat mundus quanti fuerit Boamundus” Boemondo I di Altavilla. Un normanno tra Occidente e Oriente, a cura di Cosimo Damiano Fonseca e Pasquale Ieva.

Il 10 luglio 2015, il prof. Cosimo D’Angela, per motivi personali, non si candida alla presidenza e l’Assemblea generale dei soci elegge presidente il prof. Pasquale Corsi.

 

 

 

 

Ultima modifica:luglio 2015